• Gio. Mag 14th, 2026

Rieti si prepara ad accogliere un appuntamento musicale di particolare intensità. Sabato 25 aprile, alle ore 21:00, la Chiesa di San Rufo farà da cornice al concerto di Nicolò Francesco Faraglia, che presenterà dal vivo il suo nuovo album “Languages”, pubblicato il 22 aprile per l’etichetta Fonterossa Records.

C’è una linea sottile, ma sempre più necessaria, che separa la musica come intrattenimento dalla musica come ricerca. Faraglia si colloca con decisione in questo secondo territorio, costruendo un progetto che va oltre la dimensione discografica tradizionale. “Languages” è infatti più di un album: è un dispositivo aperto, un campo di forze in cui convivono scrittura e improvvisazione, memoria e tensione contemporanea.

Il lavoro, concepito per chitarra elettrica sola, si distingue per un approccio che rifiuta ogni comfort stilistico. La chitarra non cerca mai l’effetto, ma sviluppa un discorso, articolato per stratificazioni, dove ogni suono sembra interrogare il successivo in un continuo processo di ridefinizione. Ne emerge un linguaggio che sfugge alle classificazioni e che trova nella sua natura “trans-genre” uno degli elementi più significativi.

Non esiste un’appartenenza dichiarata, ma un attraversamento consapevole di territori musicali differenti: echi della musica del Novecento, aperture verso la tradizione, gesti improvvisativi che si sottraggono a ogni codificazione. In questo senso, il titolo “Languages” assume un valore programmatico: il plurale diventa cifra estetica e chiave di lettura dell’intero progetto.

La dimensione dal vivo rappresenta il compimento naturale di questo percorso. La scelta della Chiesa di San Rufo non è casuale: lo spazio acustico diventa parte integrante della performance, amplificando la relazione tra suono e silenzio. In questo contesto, la chitarra elettrica si libera delle sovrastrutture più convenzionali e si trasforma in strumento di risonanza, capace di dialogare con l’ambiente e con l’ascolto del pubblico.

Il disco, composto prevalentemente da brani originali, include anche Hicaz Saz Semai, tratto dalla tradizione classica ottomana. La sua presenza non assume il valore di una semplice citazione, ma si inserisce in un discorso coerente, come apertura reale verso altri sistemi musicali e culturali.

Con “Languages”, Faraglia non propone soltanto nuova musica, ma suggerisce un diverso modo di ascoltarla. In un tempo segnato dalla semplificazione, la sua è una scelta che restituisce complessità e attenzione, invitando l’ascoltatore a entrare nella musica piuttosto che a consumarla.

Il concerto del 25 aprile si configura così non solo come presentazione discografica, ma come esperienza critica dell’ascolto: un evento che unisce ricerca, spazio e relazione, offrendo al pubblico un’occasione rara di immersione sonora.

L’ingresso è libero.

Riproduzione Riservata

Di admin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *