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Festival dell’Economia di Rieti 2026: conclusa la IV edizione tra finanza, disuguaglianze e dignità umana

Cinque giornate di approfondimento nella Chiesa di San Rufo, dal 26 al 30 ottobre. Al centro del dibattito il rapporto tra economia e società, la giustizia sociale e l’attualità del pensiero di Federico Caffè.

RIETI, 31 ottobre 2026 – Si è conclusa la IV edizione del Festival dell’Economia di Rieti, che dal 26 al 30 ottobre ha trasformato la storica Chiesa di San Rufo in uno spazio di riflessione sui grandi interrogativi dell’economia contemporanea.

Cinque appuntamenti, cinque prospettive differenti e un filo conduttore comune: comprendere quale ruolo debba assumere l’economia in una società attraversata da trasformazioni finanziarie, crescenti disuguaglianze e nuove sfide sociali.

La manifestazione, svoltasi con il patrocinio delle Comunicazioni Sociali di Rieti e del Fondo Edifici di Culto (FEC) del Ministero dell’Interno, ha proposto un programma di conferenze e approfondimenti a ingresso libero, con la moderazione di Massimo Casciani.

Economia, finanza e valori: il confronto si apre con Cosimo Massaro

Il Festival ha preso il via lunedì 26 ottobre con l’intervento di Cosimo Massaro, dedicato al tema “Attacco alla civiltà cristiana – Bivio epocale: usurocrazia svelata”.

La conferenza ha proposto una lettura critica dei rapporti tra potere economico, sistema finanziario e valori della civiltà cristiana, introducendo una questione centrale: il rapporto tra gli strumenti della finanza e le finalità sociali dell’economia.

Un tema che ha accompagnato, con approcci differenti, l’intero percorso culturale del Festival.

Giosuè Calabrese e la lezione incompiuta di Federico Caffè

Martedì 27 ottobre è stata la volta di Giosuè Calabrese, divulgatore finanziario e socio AIAF – Associazione Italiana per l’Analisi Finanziaria.

Con la conferenza “Oltre il mercato: la lezione incompiuta di Federico Caffè – Ripensare il benessere e la società”, Calabrese ha riportato l’attenzione sull’eredità intellettuale di uno dei più importanti economisti italiani del Novecento.

Federico Caffè è stato un convinto sostenitore della necessità di affiancare all’efficienza economica la tutela sociale, la piena occupazione e l’intervento pubblico a protezione dei cittadini più vulnerabili.

Il suo pensiero invita ancora oggi a superare una visione dell’economia fondata esclusivamente sugli indicatori finanziari, per recuperare il significato sociale del benessere e dello sviluppo.

Disuguaglianze e povertà: l’analisi di Giuseppe Pignataro

Mercoledì 28 ottobre, Giuseppe Pignataro, intervenuto in collegamento online da Bologna, ha affrontato il tema “Economia della disuguaglianza e della povertà”.

Al centro dell’appuntamento, le disparità economiche e sociali, la distribuzione delle risorse e le conseguenze che la disuguaglianza produce sulle opportunità individuali e collettive.

Il tema della povertà è stato così riportato all’interno di una riflessione più ampia sul funzionamento dei sistemi economici e sulla necessità di politiche capaci di promuovere maggiore equità.

Gianmarco Landi: una nuova visione della finanza e dell’umanesimo

Giovedì 29 ottobre, Gianmarco Landi ha presentato la conferenza “Un nuovo sistema finanziario per un’economia dell’umanesimo”.

L’incontro ha proposto una riflessione sulla possibilità di ripensare l’architettura finanziaria in una prospettiva più attenta alle esigenze della persona, della comunità e dello sviluppo umano.

Una questione particolarmente attuale in un contesto internazionale caratterizzato da cambiamenti tecnologici, monetari e geopolitici che impongono nuove domande sul rapporto tra finanza, istituzioni e cittadini.

Federico Caffè, il docufilm che ha concluso il Festival

La quinta e ultima giornata, venerdì 30 ottobre, è stata dedicata alla figura di Federico Caffè, attraverso la proiezione del docufilm “Federico Caffè – Economista, intellettuale, civile”.

Un viaggio nella vita e nel pensiero dello studioso, nel quale economia, responsabilità pubblica e sensibilità sociale costituiscono dimensioni inseparabili.

Il documentario ha offerto l’occasione per riflettere sull’attualità della sua eredità: un’economia che non rinunci alla ricerca dell’efficienza, ma che riconosca nella tutela della dignità umana, nel contrasto alla povertà e nella riduzione delle disuguaglianze alcuni dei propri obiettivi fondamentali.

La scelta di concludere il Festival con Federico Caffè ha rappresentato una sintesi ideale dei temi affrontati nelle cinque giornate.

L’economia non può essere valutata soltanto attraverso i numeri dei mercati, ma anche attraverso la sua capacità di migliorare concretamente la vita delle persone.

La Chiesa di San Rufo e il valore culturale del centro storico di Rieti

Un elemento distintivo della manifestazione è stato il luogo scelto per ospitare gli appuntamenti: la Chiesa di San Rufo, nel centro storico di Rieti, tradizionalmente legata al simbolismo dell’Umbilicus Italiae.

L’incontro tra patrimonio storico, riflessione economica e partecipazione culturale ha conferito all’iniziativa un significato che supera la dimensione delle singole conferenze.

Valorizzare un luogo storico attraverso iniziative culturali significa anche riaffermarne la funzione sociale, trasformandolo in uno spazio di dialogo e crescita della comunità.

Un Festival che invita a ripensare il futuro dell’economia

La quarta edizione del Festival dell’Economia di Rieti si chiude con una riflessione che attraversa tutti i temi affrontati: la necessità di riportare la persona al centro del dibattito economico.

Dalla critica dei sistemi finanziari alla povertà, dalle prospettive dell’umanesimo economico alla lezione di Federico Caffè, la manifestazione ha presentato approcci differenti, offrendo occasioni di approfondimento su temi che riguardano direttamente il futuro della società.

Il confronto tra posizioni e sensibilità diverse rappresenta uno degli elementi fondamentali di una comunità capace di interrogarsi criticamente sulle proprie prospettive di sviluppo.

In un’epoca nella quale l’economia incide sempre più profondamente sulla vita quotidiana, favorire la conoscenza e l’accesso al dibattito pubblico significa contribuire alla formazione di una cittadinanza più consapevole.

La IV edizione del Festival dell’Economia di Rieti lascia dunque una domanda aperta: quale modello economico può garantire non soltanto crescita e stabilità finanziaria, ma anche giustizia sociale, solidarietà e dignità per tutti?

Una domanda che rende ancora attuale il pensiero di Federico Caffè e che merita di continuare a essere al centro del confronto pubblico.


Festival dell’Economia di Rieti – IV Edizione

26–30 ottobre 2026 | Chiesa di San Rufo, Rieti

Moderatore: Massimo Casciani

Patrocini: Comunicazioni Sociali di Rieti e Fondo Edifici di Culto (FEC) – Ministero dell’Interno.

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